AL CALAR DELLA SERA

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ENOGASTRONOMIA

 

 

La cucina di Langhe e Roero è la porta di un bacino enogastronomico noto in tutto il mondo.

Il miracolo della ristorazione nelle Langhe e nel Roero ha origini lontane. E’ il frutto di un “melting pot” culinario che ha ricondotto ad un unicum culturale la cucina nobile, con la tradizione dei cuochi di casa Savoia inviati a Parigi ad imparare l’arte dei sapori; la cucina borghese, influenzata dai prodotti di scambio con la vicina Riviera Ligure; la cucina povera, quella dei sapori genuini basata sulla filosofia secondo cui ogni potenziale ingrediente è una risorsa da sfruttare.


Il risultato di questo processo arcisecolare di elaborazione culturale e culinaria è una cucina dai toni semplici, ma delicati, dove i veri protagonisti sono le materie prime pregiate e i frutti della terra generosa di Langhe e Roero. Agli artigiani dei sapori tocca il compito di tenere vive le tradizioni antiche, e lo fanno con maestria e professionalità richiamando in ristoranti, osterie e agriturismo gourmet da tutto il mondo.

 

 

 

I VINI

 

I molti percorsi eno-gastronomici tra cantine e trattorie tipiche piemontesi sono una delle attrattive del nostro territorio, facilmente raggiungibili da "AL CALAR DELLA SERA".

Si può suddividere la produzione del vino in due grandi zone geografiche, tra cui le Langhe (dove si produce il rinomato vino Barolo, Barbaresco, Barbera, Dolcetto, Nebbiolo) ed il Roero (con l'Arneis e la Favorita, il Roero).

BAROLO: Vino rosso forte e corposo,dal profumo ampio e ricco di sentori, è da sempre considerato il re dell'enologia piemontese ed italica in genere.Un vino austero di lungo invecchiamento, secco e ricco di profumi. Si produce dal vitigno del nebbiolo, nella sottovarietà michet, lampia e rosè. La gradazione alcolica minima è di 13 gradi. Caratteristiche di colore rubino intenso che, invecchiando, diventa granato con sfumature color mattone; odore ampio, ricco di sentori che possono comprendere la violetta, il cioccolato, la liquirizia oltre a sfumature speziate; sapore pieno, ricco di gusto, più o meno vigoroso secondo la zona di provenienza. Va servito ad una temperatura di 18-20 gradi e si abbina a piatti saporiti a base di carne rossa e di selvaggina, stufati, brasati, stracotti e salmì.

BARBARESCO: Tra i grandi rossi italiani, si distingue per la sua grazia. Risulta essere un vino ampio e corposo, caratteristico per la morbidezza e la grande armonia, che non richiede un prolungato invecchiamento per dare il meglio di se. Si produce dai vitigni del nebbiolo, con gradazione alcolica non inferiore a 12,5 gradi. Caratteristiche di colore rosso granato brillante con riflessi aranciati; odore caratteristico, etereo, gradevole ed intenso; sapore asciutto, pieno, robusto, austero ma vellutato ed armonico. Va servito ad una temperatura di 18 gradi. Si abbina gradevolmente ad agnolotti al brasato, tagliolini e tagliatelle al ragù, arrosto di carne rossa, selvaggina in salmì, e formaggi saporiti a lunga stagionatura.

BARBERA: è un vino rosso generoso, che può rivelarsi fresco e vivace, oppure pieno e robusto. Vino da tutto pasto, accompagna bene pietanze saporite. Ricavato dall'omonimo vitigno, la gradazione alcolica minima è di 12 gradi. Caratteristiche di colore rosso rubino; profumo intenso che rivela una certa delicatezza; sapore asciutto di buon corpo, talvolta morbido. Servito ad una temperatura di 16-18 gradi si abbina perfettamente a primi piatti al sugo di carni ed arrosti, e formaggi di buona stagionatura. Si serve inoltre con carni rosse saporite come stufato di manzo, carbonata al vino rosso...

DOLCETTO:E' un vino rosso e secco che vanta ben sette diverse D.O.C., beverino e gradevolmente ammandorlato accompagna tutto il pasto, di pronta e gradevole beva, dal gusto picevolmente fruttato. Si ricava dall'omonimo vitigno, la gradazione alcolica minima è di 11,5 gradi. Caratteristiche di colore rosso rubino talvolta con riflessi violacei che possono ricordare le tonalità della mora; odore caratteristico, intenso, con ricordi di piccoli frutti; sapore asciutto e gradevolmente amarognolo, di corpo armonico, fruttato ed asciutto. Va servito ad una temperatura di 16 gradi, ed accompagna bene primi piatti con sughi di carne e secondi piatti di carne bianca saporita.

NEBBIOLO: Vino rosso rappresentativo dell'enologia piemontese, può essere corposo, da degustare dopo alcuni anni di invecchiamento. Ricavato dall'omonimo vitigno, la gradazione alcolica minima è di 12 gradi. Caratteristiche di colore rosso rubino più o meno carico con riflessi granati nel caso sia invecchiato; odore caratteristico, tenue e delicato, ricorda la viola e si accentua e si perfeziona con l'invecchiamento; sapore da secco a gradevolmente dolce, di buon corpo, giustamente tannico da giovane, vellutato ed armonico con l'invecchiamento. Va servito ad una temperatura di 16-18 gradi e sposa piacevolmente primi piatti al sugo di carne e carni rosse a lunga cottura.

ARNEIS: Vino bianco corposo e caratteristico, è prodotto con regolarità solo da alcuni anni: in passato, in mancanza di sistemi produttivi adeguati, era un vino che non sempre dava buoni esiti. Si produce dal vitigno omonimo, la gradazione alcolica minima è di 10,5 gradi. Caratteristiche di colore paglierino più o meno intenso, con riflessi leggermente ambrati; odore delicato, fresco ed erbaceo; sapore asciutto, gradevolmente amarognolo ed erbaceo. Va servito ad una temperatura di 10 gradi, e si abbina perfettamente a portate di pesce, carni bianche non particolarmente elaborate.

FAVORITA: Vino bianco ricco di note floreali e dal sapore gradevolmente acidulo. Si è affermato da pochi anni, ma è ottenuto dall'omonimo vitigno secolare. La gradazione alcolica minima è di 10,5 gradi. Caratteristiche di colore brillante, paglierino più o meno carico, con possibili riflessi citrini; odore caratteristico e delicato, ricco di sentori floreali, in talune produzioni si possono cogliere ricordi di ananas e di fiori d'acacia; sapore secco con fondo amarognolo, fresco, spesso gradevolmente acidulo.

 

ROERO: E' un rosso corposo, ma al tempo stesso aggraziato e gentile. Si ricava dai vitigni del nebbiolo e dell'arneis. La gradazione alcolica minima è di 11,5 gradi. Caratteristiche di colore rosso rubino che con l'invecchiamento assume riflessi granati; odore con profumo profondo, compiuto e fruttato, si riconoscono sentori di viola, di lampone e pesca; sapore secco, pieno ed armonico, di buona struttura e persistente. Va servito ad una temperatura di 16-18 gradi e si accompagna gradevolmente a primi piatti saporiti, carni bianche e stufate, bolliti misti.

BA

BAROLO:

 

 

FORMAGGI DEL PIEMONTE

 

Il formaggio è una risorsa importante del bacino enogastronomico di Langhe e Roero.

I formaggi, per loro natura, si distinguono per l'unicità del prodotto. Ogni produttore di questa terra marchia il proprio formaggio con sfumature di sapori da ricercare con calma, mentre si scopre un territorio sempre diverso, tra vigneti, prati e boschi, popolato da gente legata alle tradizioni antiche e ancora vive.

In forte crescita è l'interesse per questo territorio che non è più collina, ma ancora non conosce le asprezze della montagna, ricco di spunti per camminate e momenti di relax nella natura.

Sempre più articolata è l'offerta del turismo enogastronomico legato al formaggio: piccoli caesifici a conduzione familiare, osterie che curano con sapienza gli assaggi dei formaggi e negozi di prodotti tipici immersi nel verde dei pascoli.

Molti dei formaggi piemontesi hanno ottenuto il marchio DOP, l'equivalente della DOC dei vini, la varietà e versatilità di questi formaggi fa si che vengano utilizzati in molti dei piatti regionali tradizionali. I vini che si prestano meglio ad accompagnarli sono in genere tutti i vini rossi, specialmente corposi come il Barolo o il Barbaresco.

Ecco alcuni dei formaggi Piemontesi di maggior rilievo:

Bra d'alpeggio DOP; Bra tenero o duro DOP; Bruss o Bross; Castelmagno DOP; Gorgonzola DOP; Murazzano DOP; Raschera DOP; Robiola di Roccaverano; Toma piemontese.

 

 

 

IL TARTUFO

 

Il tartufo è una delle massime espressioni della cucina italiana. Profumatissimo, inebriante, coinvolgente, per molti addirittura afrodisiaco. il Tartufo Bianco d'Alba dà un tocco di nobiltà ad ogni portata, conferendo un tono a piatti semplici e originalità alle ricette più sfiziose.

Entrato quasi defilato nella cucina piemontese, grazie ai cuochi savoiardi cresciuti nelle cucine nobili parigine, il tartufo ha fatto il giro del mondo conquistando tavole che fanno tendenza nei quattro angoli del pianeta.

La voluttuosa versatilità, la capacità unica di rendere grande ogni piatto contibuisce in modo determinante a renderlo assolutamente speciale. Pochi grammi sono sufficienti a suscitare quelle emozioni che i gourmet di tutto il mondo ben conoscono. Le ricette per impiegare il tartufo nascono dalla versatilità del prodotto stesso, dalla sua caratteristica di dare un valore aggiunto, di grande effetto alla portata senza che questa sia stata creata attorno al tartufo stesso..
In autunno è possibile apprezzarlo in molti ristoranti nelle Langhe, nel Monferrato e nel Roero, in alcuni dei piatti tipici piemontesi come la fonduta, il risotto, la polenta, i tajarin, piatti non eccessivamente elaborati che ne mettono in risalto l'aroma e il gusto.